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Tu che sei approdato qui, che cosa cerchi? Un investimento? Se vuoi investire nelle emozioni, sì ... forse potresti trovare l'approdo. Ma se cerchi solo la speculazione, il guadagno futuro certo, allora cambia strada.

Vuoi leggere qui le critiche e le parole roboanti e senza senso di sedicenti professori, di giornalisti sconosciuti, di esperti d'arte che si autodefiniscono tali? No, non e' questo l'approdo. Non ti addentrare. Vuoi verificare in quante mostre, in quante gallerie ho esposto? No. Non ho elencato mostre. Non mi interessano le liste vuote di senso. Qui ci sono alcune immagini di una mostra per me importante.  E poi qui troverai Il piacere di una suggestione. Il piacere di un dolore. Il piacere di un piacere.

PIU' NIENTE. Quando dipingo un volto non chiedo che quel volto convinca un critico d'arte. Quando traccio una chiesa o un cavallo non voglio lusingare il sacrestano o il fantino. Se spando il colore su un corpo di donna non penso alla casa privata o alla galleria d'arte che ospiterà quel corpo femminile.

Le mani, le mani, che sono il segno e il sogno delle mie immagini, sono mani di uomo, virili, forti e irregolari. Che conquistano o seducono perchè mani della terra. Ecco perchè non mi interessa esporre, ecco perchè non voglio perdere il mio tempo a convincere possessori di spazi ad appendere le mie tele. Posso enumerare i centri d'arte, i locali, le città dove mi sono messo in mostra. Ma non ha senso, ne' me ne importa. Potrei fare come tutti i pittori, tutti, nessuno escluso. I pittori si sentono tali solo se possono srotolare nei loro depliant di presentazione venti o sessanta esposizioni: tante collettive di strada, poi qualche personale nel paesino sperduto. Poi una galleria nel centro storico di una città. E si sentono laureati alla facoltà del pennello. Forse io non ho mai esposto. Forse mi sono esibito così tanto che non me ne importa più niente.

Parlano per me le mie mani. SOLO LE MANI.