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Giulio Cesare De Muro, nasce settant'anni fa. In un'isola dove il tempo ruota da millenni in silenzio. Un cognome che porta il segno della grande Opera e del grande Tenore. E Giulio rivive per un momento la luce accesa da Bernardo. I primi anni sono quindi per il canto e per i palcoscenici. Ma in tasca ci sono già una matita o il carboncino. I suoi primi ritratti, appena uscito dall'adolescenza hanno la semplicità del segno nero. Poi Roma. E per tanti anni l'amore per l'olio e la tela. Nient'altro che i tubi Rembrandt e le tele di via della Magliana. Niente trucchi, nessun artificio. Nessuna applicazione materica o tecnicismo esasperato. Solo pasta pigmentata e tessuto telato. E l'ispirazione di ciò che c'e' dentro. Ora il folgoramento per il pastello. Tratti veloci. Corpi di donna appena accennati.